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Tracciabilità dei rifiuti nelle attività di spurgo

By 6 Aprile 2020 24 Aprile, 2020 No Comments

Quando si parla di rifiuti, trasporto e smaltimento, c’è da stare particolarmente attenti, in quanto la normativa di riferimento non è sempre così immediata.

Cerchiamo comunque di fare un po’ di chiarezza: cosa molto importante non solo per noi imprese di spurghi e manutenzioni fognarie, ma come supporto concreto per i nostri clienti!

Innanzitutto la prima verità: tutte le imprese di spurghi rientrano, nella normativa che disciplina il trasporto e smaltimento di rifiuti, nel momento in cui eseguono attività di aspirazione, anche delle semplici e più comuni fosse biologiche o pozzetti piovani.

Perché di parla di SISTRI?

Si è iniziato a parlare di sistri qualche anno fa, in relazione alla necessità di tracciare raccolta e trasporto di rifiuti. SISTRI è di fatti l’acronimo di sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Inizialmente il Ministero dell’Ambiente italiano aveva ventilato la possibilità di introdurre il sistri per tutte le tipologie di rifiuti, tanto che anche i nostri mezzi (autobotti) erano state dotate di dispositivo.

In un secondo momento ha variato con l’indicazione che il sistema dovesse essere adottato solamente per i rifiuti classificati come pericolosi.

Alla fine, definitivamente abbandonato.

Il sistema SISTRI si basava sull’utilizzo di due apparecchiature elettroniche: una cosiddetta “black box”, da installare sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti (nel nostro caso le autobotti) ed aveva la funzione di tracciarne tutti i movimenti; associata c’era poi una USB equipaggiata con software e firma digitale per salvare tutti i dati dei rifiuti che viaggiavano sul mezzo.

Nonostante il SISTRI non sia mai entrato in funzione, un altro sistema di tracciamento esiste. Non è digitale come prevedeva il decreto, ma c’è.

Cosa deve fare, oggi, un’azienda per poter trattare rifiuti?

Gli adempimenti sono parecchi, ma possiamo semplificarli in questi otto punti:

  1. prima di iniziare l’attività deve ottenere apposite autorizzazioni dalle autorità competenti, per il Trasporto di Rifiuti Conto Terzi ed essere iscritta all’Albo Gestori Ambientali;
  2. deve adottare mezzi adeguati e certificati (ovvero sottoposti a perizia) per un’apposita categoria di rifiuti, senza contare l’approvazione per raccogliere e trasportare rifiuti classificati in base ai codici CER (in sostanza ogni automezzo una volta acquistato, viene periziato e certificati quali rifiuti possa trasportare;
  3. avere una figura professionale di responsabilità che supervisioni l’attività di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti;
  4. ottenere l’autorizzazione da parte dei Centri di Smaltimento della zona per poter conferire i rifiuti raccolti;
  5. avere personale che possa, eseguire il trasporto conto terzi dei rifiuti raccolti ;
  6. adottare poi il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR);
  7. compilare puntualmente il registro di carico e scarico rifiuti ogni volta che un rifiuto viene pescato e smaltito; 
  8. presentare annualmente il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD).

Tutte le aziende che eseguono spurghi e svuotamenti sono obbligate a questa gestione?

La risposta è semplice: si, lo sono.

Spesso le persone non ne sono informate, soprattutto in ambito di utenza privata, ed a volte è proprio per questo che sperare il concetto di smaltimento non è immediato.

Ogni servizio di svuotamento è composto da due costi: il costo del servizio ed il costo di smaltimento.

Ma in realtà se ci pensiamo bene è una cosa logica.

Quando un’azienda di spurghi pesca un rifiuto per conto di un suo cliente, non può tenerlo in carico, e tanto meno può buttarlo dove capita: questa prassi rientra a tutti gli effetti nei reati ambientali!

Ogni rifiuto pescato, deve essere smaltito.

La tutela per i clienti: il formulario

Mentre disbrigarsi tra le diverse pratiche e verifiche non è sempre facile, c’è una richiesta semplicissima che un cliente può fare.

Al fine di verificare se l’intervento è stato eseguito a norma di legge dall’impresa, il cliente può richiedere il formulario.

Attraverso la richiesta di emissione del formulario di carico e scarico del rifiuto, un’impresa è in grado di attestare, e certificare al proprio cliente, che il rifiuto aspirato presso il suo stabile, è stato correttamente trattato.

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